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Osso zigomatico

L’osso zigomatico è un osso simmetrico irregolare delle nostre ossa del viso. In modo comune chiamato zigomo. Inoltre, comprende la prominenza appena sotto il lato dell’orbita, oltre a completare la guancia.

Inoltre, questo osso, è il principale utilizzato nell’implantologia dentale. Per il settore dell’implantologia zigomatica.

Questi impianti zigomatici permettono a ogni paziente di tornare a avere la tua dentatura completa. Anche in caso di grave carenza ossea.

Questo particolare tipo di impianto, ha una struttura che viene fissata in diagonale direttamente nell’osso dello zigomo. Scopriamo in seguito quanto è importante l’osso zigomatico per un impianto dentale.

Osso zigomatico e impianti zigomatici

Le protesi richiedono cure significative, gli impianti zigomatici a differenza, una volta installati potrebbero resistere in modo permanente.

Inoltre, al termine dell’operazione avranno un aspetto naturale, richiedono poca manutenzione e non richiedono cambiamenti nello stile di vita.  L’osso zigomatico è fondamentale in questo tipo di impianto.

Gli impianti zigomatici sono in modo comune usati quando non c’è abbastanza osso mascellare superiore per fissare l’impianto dentale.
Invece di ancorarsi alla mascella, gli impianti vengono ancorati all’osso dello zigomo.

Per un impianto normale c’è bisogno di un osso mascellare solido e sano. Se questo manca si potrà ricorrere a altre soluzioni, come gli innesti.

Ma la soluzione migliore è quella di ricorrere all’osso dello zigomo.

Inoltre questo tipo di impianto può essere usato anche su entrambi i lati del viso in situazioni in cui la perdita ossea è più grave.

Gli impianti hanno un aspetto naturale e non richiedono cure oltre alla normale pulizia e controlli.

Differenza tra impianti zigomatici e tradizionali

Spieghiamo nello specifico qual è la differenza tra gli impianti tradizionali e quelli zigomatici.

Gli impianti tradizionali verranno fissati all’osso mascellare con delle viti in titanio per ogni dente mancante. Di solito quando si devono sostituire più denti però si usano degli impianti chiamati All on four. Usano quattro ancoraggi per montare l’intera protesi. Per questi tipi di impianti, il paziente deve avere un supporto sufficiente dall’osso mascellare.

Però se le ossa mascellari non riescono a sopportare questa soluzione, si ricorrerà e questo impianto che si attacca all’osso zigomatico con una procedura precisa e specifica.

L’impianto è montato sullo zigomo, da professionisti. Di solito questa soluzione si adotta per pazienti più anziani con una maggiore perdita di osso mascellare o per coloro che hanno perso la densità ossea a causa di malattie o traumi.

Inoltre l’osso zigomatico è più denso, ti consente quindi un supporto maggiore rispetto agli impianti attaccati all’osso della mascella.

Tra l’altro uno degli aspetti positivi dell’impianto zigomatico è che la protesi può spesso essere fissata all’osso con un processo meno difficile. Aiutando quindi i pazienti a evitare procedure più invasive e complicate come potrebbero essere gli innesti.

Osso zigomatico: I vantaggi degli impianti zigomatici

Gli impianti zigomatici non sono solo una soluzione di sostituzione degli impianti tradizionali o delle protesi. Potrebbero essere presi in considerazione anche per i loro grandi vantaggi che offrono.

Sono una soluzione a lungo termine.

Ad esempio, non sono removibili a differenza delle protesi. Al termine dell’operazione possono durare una vita se ben curati. Proprio come con i denti veri, dovresti avere una routine quotidiana per prenderti cura dei tuoi impianti e gengive.

Molto importante è anche visitare il proprio dentista una volta ogni sei mesi. Infatti questo impianto è più sicuro da installare, l’osso zigomatico ha meno rischi e complicazioni e inoltre guarisce in modo più rapido.

Gli impianti sono anche molto stabili grazie al montaggio su un osso denso. Al termine della procedura, i tuoi nuovi denti saranno uguali a dei denti naturali.

Tra l’altro un altro vantaggio è che gli impianti possono aiutare a fornire una maggiore struttura dell’osso mascellare.

Procedura rapida e sicura

A causa dell’area più ampia che condivide lo stress e del tempo di guarigione più rapido associato a una procedura di impianto zigomatico, le protesi vengono di solito montate al momento della procedura.

I pazienti non dovranno aspettare che l’area guarisca per l’applicazione della protesi come per un impianto classico.

Gli impianti zigomatici sono adatti a te?

L’impianto zigomatico è la migliore soluzione per  il tuo sorriso. Che tu sia edentulo o per un singolo dente. Gli impianti zigomatici, andranno bene in ogni situazione.

Inoltre essi possono essere trattati in modo molto simile ai denti normali non richiedendo particolari cambiamenti nello stile di vita.

Inoltre, hanno bisogno di meno cure e non sono rimovibili come le protesi. Possono migliorare l’aspetto del tuo viso, donandoti un sorriso perfetto e una vita normale!

Se sei interessato agli impianti zigomatici, parla con uno specialista dei benefici che gli impianti dentali possono avere sulla tua vita.

Cosa aspetti? Fissa una prima visita e scopri la soluzione più adatta alle tue esigenze!

Impianto zigomatico: quello che devi sapere

Cosa devi sapere a proposito di un impianto zigomatico?

L’implantologia si suddivide in diverse tecniche. Una tra queste è l’implantologia zigomatica. Inoltre questa tecnica è uno degli ultimi sviluppi nell’odontoiatria implantare.

Se non sei stato un buon candidato per quanto riguarda gli impianti dentali tradizionali, gli impianti zigomatici potrebbero fornirti la soluzione che cerchi. Possiamo definire gli impianti zigomatici come un’alternativa per i pazienti per i quali gli impianti dentali tradizionali non sono adatti.

Solitamente con un normale impianto dentale non si potrebbe agire se c’è carenza di osso.

Invece un impianto zigomatico, avendo una vite più lunga arriverà fino allo zigomo. Molti pazienti con perdita ossea significativa preferiscono questo metodo. Eviterà le procedure di innesto e rialzo del seno mascellare per contribuire a un trattamento più breve e confortevole.

Prima cosa da sapere: cos’è un impianto zigomatico

L’ impianto zigomatico è un tipo di impianto dentale che si potrà utilizzare quando nell’arcata superiore della nostra cavità orale, l’osso mandibolare si presenta in quantità molto ridotte o addirittura assente.

Si tratta di un impianto in titanio che viene applicato all’interno dell’osso zigomatico della mascella.

Una normale dentatura umana è composta da 32 denti, equamente suddivisi in 16 denti nell’arcata superiore e 16 denti nell’arcata inferiore.

L’osso che sostiene i denti superiori è chiamato mascella, mentre la mandibola è quella che ospita l’arcata inferiore.

In questo caso, andremo a considerare l’arcata superiore, la mascella viene a sua volta innestata con l’osso zigomatico.

Quest’osso poi diventerà il fulcro di questa tipologia di impianto dentale chiamato impianto zigomatico.

Impianto zigomatico, quello che devi sapere: quando è necessario?

Una persona, durante l’arco della sua vita, può essere che riscontri dei problemi, per una serie di motivi.
Potrebbe essere presa da traumi, genetica, diabete, età, e quant’altro.

E quindi portando anche la cavità orale ad avere dei problemi, come ad esempio la mancanza di osso per accogliere i propri denti naturali. Ma nemmeno per poter intervenire con una protesi mobile (dentiera) o con vite per impianti dentali.

E in questo caso, l’unica soluzione a cui si potrà andare incontro sarà proprio intervenire direttamente sull’osso zigomatico. Rinunciando ai disagi derivanti da un intervento di trapianto osseo

Impianto zigomatico, quello che devi sapere: la procedura di trattamento

Prima di posizionare i tuoi impianti zigomatici c’è una semplice procedura da svolgere.

  • Bisogna eseguire una scansione CBCT per vedere quanto osso è presente nella mascella superiore. Questo piccolo passaggio aiuterà il dentista a pianificare il posizionamento specifico degli impianti che andrai in seguito ad inserire.
  • Il secondo passaggio, consiste nel creare un modello strutturale della mascella. In questo modo si potrà valutare la forma dello zigomo e della mascella per aiutare a eseguire con precisione l’intervento di impianto. Ti verrà inserito un ponte fisso per qualche giorno, come soluzione alternativa prima dell’impianto definitivo.
  • L’impianto viene inserito in modo chirurgico all’arco “zigomatico”. E questa procedura farà si che i denti siano fissati in modo permanente. Il risultato sarà quindi un aspetto, una sensazione e un funzionamento proprio come i denti naturali.

I vantaggi e i rischi di questa tipologia di impianto senza osso

Una volta che hai capito di cosa si tratta e come si svolge il trattamento, possiamo parlare dei suoi vantaggi e dei suoi rischi.

Sicuramente possiamo dire che l’impianto zigomatico è sempre preferibile alla ricostruzione ossea, in base a questi quattro seguenti punti:

  1. Si utilizzerà meno tempo;
  2. Il post operatorio sarà meno doloroso;
  3. La probabilità di successo è molto elevata;
  4. Problemi minori per le persone interessate dall’operazione.

Però come ci sono vantaggi ci sono anche delle complicanze.

Un recente studio sulle complicanze chirurgiche dentistiche ha concluso che questa opzione di impianto dentale è un metodo di trattamento molto efficace e affidabile.

Tuttavia, come tutti i metodi di trattamento, ciò non significa che non sia del tutto privo di rischi. Dallo studio è emerso che le complicanze più frequenti sono la sinusite e la mancanza di osteointegrazione.

Inoltre, questi rischi possono essere controllati attraverso standard clinici eccezionali e un’attenta pratica.

I costi

Difficile da stabilire un prezzo per un singolo impianto zigomatico. Bisogna considerare un sacco di opzioni che vengono svolte dal dentista. Che poi esse andranno a sommarsi col prezzo finale dell’operazione.

Però a grandi linee potremmo dire che il prezzo di un impianto zigomatico potrebbe variare dai 4.000 euro circa fino ai 7.000 euro.

Inoltre va tenuto conto sia dello stato del paziente, progettualità dell’intervento, organizzazione dello stesso, tecnologie, sale operatorie, anestesisti, rianimatori ecc.

Ogni caso è a se. Dipende dal paziente e dalla sua storia clinica.

Possiamo dire che varia da un minimo di 14.000 euro a un massimo di oltre 24.000 mila.

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Tornare a masticare con gli impianti zigomatici

Come poter tornare a masticare con gli impianti zigomatici? Per ottenere dei risultati post-chirurgici perfetti, avrai bisogno di seguire delle regole.
Infatti, tutti i pazienti che hanno effettuato un impianto zigomatico dovranno mantenere la loro igiene orale impeccabile, la loro cavità orale infatti, dovrà essere sempre mantenuta in buona forma.

Un’altra cosa molto importante è non esercitare una pressione troppo elevata sugli impianti zigomatici appena inseriti.

Come tornare a masticare dopo aver avuto un intervento di impianto zigomatico? Dopo quanto tempo potrai tornare a consumare i tuoi pasti normalmente? Avrai bisogno di una dieta specifica?
Anche se per ogni paziente, la situazione alimentare varierà, troverai le risposte a queste domande solo continuando a leggere!

Tornare a masticare con gli impianti zigomatici: Il primo giorno

Una cosa certa è che nelle prime 24 ore, i pazienti avvertiranno un lieve gonfiore. Talvolta accompagnati anche da lividi e sanguinamento all’interno e intorno all’area dell’impianto.
Questo fattore va tenuto in considerazione, perché già esso stesso ci sta suggerendo di evitare alcuni tipi di cibi.

Ad esempio, i cibi che andranno assolutamente evitati saranno tutti quelli caldi. Questo perché se andrai a consumare alimenti caldi potrà incrementare il sanguinamento della parte operata.

Cosa invece sarebbe giusto consumare? I cibi elencati in seguito sono perfetti da assumere per le seguenti 24 ore dall’operazione:

  • In primo luogo, i cibi morbi;
  • Le zuppe, consumate però solo da tiepide;
  • Gli yogurt;
  • Purea di patate o di verdure in generale;
  • Frullati

L’unica specifica che ci sentiamo di fare è quella di evitare di bere i frullati con la cannuccia.
Questo perché l’azione di suzione potrebbe causare ulteriori problemi ai tuoi impianti appena inseriti.

Infine, liquidi come l’acqua sono molto utili per il recupero dall’intervento.

Torna a masticare con gli impianti zigomatici: la prima settimana

Dal secondo giorno, per la settimana successiva, è molto consigliata l’assunzione solo di cibi morbidi. Questo vale per la maggior parte dei pazienti, ma come già spiegato, varierà da persona a persona.

Ricorda che l’alimentazione corretta è la parte fondamentale della guarigione dall’intervento. Quindi è fortemente raccomandato ai pazienti di evitare di saltare i pasti. 

Per i seguenti sette giorni quindi, gli alimenti che potrai consumare sono:

  • Pasta
  • Verdure, ad esempio, molto consigliati gli spinaci
  • Spinaci
  • Pesce morbido (platessa, ecc.)
  • Frutti di bosco

Questi elementi forniscono un buon equilibrio di nutrienti e vitamine. Aiutando quindi ad avere un recupero sano.

Consiglio: Sappiamo che il latte contiene molto calcio. Promuovendo quindi la crescita delle ossa.
L’assunzione di uno o due bicchieri durante la giornata è un’ottima idea!

Per i tre mesi successivi

I tre mesi successivi da un impianto zigomatico sono molto importante. Questo perché avverrà l’osteointegrazione, ovvero la fusione delle ossa.

Quindi, in questo lasso di tempo, è fondamentale andare a infastidire l’impianto il meno possibile. Meno andrai a toccarlo e maggiore sarà il successo.

Quindi per quanto riguarda la masticazione è molto importante cercare di evitare alcuni cibi.
Ci riferiamo ad alimenti troppo duri, croccanti o gommosi.

Per questo motivo, bisogna evitare cibi come noci,  qualsiasi tipi di caramelle o gomme da masticare.
E ancora le verdure crude o croccanti come il sedano e la carota.

Se sei in dubbio su cosa mangiare in questi tre mesi, ricordati la regola generale. Ovvero che tutti gli alimenti che fanno rumore quando li sgranocchi sono da evitare.

Per il resto invece potrai consumare tutto. Ovviamente sempre sotto consulto dentistico, che come già sai varia in base al tipo di persona.

Una volta che l’osso si è integrato

Alla fine del processo, l’osso si sarà quindi integrato. A questo punto i pazienti potranno tornare a consumare qualsiasi tipo di alimenti essi vogliano.

Ciò significa che potranno gustarsi una mela o della verdura cruda. Potranno tornare a masticare la carne o mangiare noci e semi senza qualche conseguenza.

Nonostante la procedura per arrivare a rifare quello che si vuole col cibo sia abbastanza lunga. Insopportabile addirittura nelle prime settimane magari per alcune persone, la stragrande maggioranza dei pazienti ritiene che la seccatura valga la pena.

Questo perché il pensiero che va a lungo termine, di poter tornare a sorridere, mangiare, parlare senza problemi è qualcosa che poteva essere solo immaginato prima dell’inizio del trattamento!

In conclusione

Come cambierà la tua vita dopo aver inserito gli impianti zigomatici? Riuscirai finalmente a mangiare qualsiasi genere di alimento. Riuscirai a sentire il sapore del cibo tale quale a prima.

E soprattutto… potrai sfoderare i tuoi migliori sorrisi senza imbarazzo! Ritroverai e sarai pervaso da una sensazione di benessere e sicurezza che magari ti aveva abbandonato.

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Cos’è la lamina corticale

Con l’uso di una lamina corticale di osso si andrà a creare una specie di box dove in seguito verrà riempito con l’osso sintetico in granuli mischiato con una piccola quantità di osso del paziente da operare. Il suo osso verrà recuperato con uno speciale raschietto e verrà inserito con delle microviti.

Il prelievo osseo fatto attraverso questo speciale raschietto consente di ottenere l’osso corticale in modo facile e per niente invasivo. Questa operazione sarà indolore e non ci saranno conseguenze nulla post operazione.

Inoltre, una cosa molto importante da specificare, riguardo all’operazione è che nelle tecniche rigenerative è che utilizzare solo l’osso sintetico, in particolare se si parla di difetti più gravi, non è sufficiente per ricreare un osso vitale. Tranne che nell’intervento di rialzo di seno mascellare.

Quando utilizzare la lamina corticale?

Le persone che portano uno scheletrato o una dentiera per esempio per periodi molto lunghi, hanno un osso che potrebbe essere assottigliato per quanto riguarda spessore. Inoltre talvolta potrebbe anche esserci una perdita ossea in altezza.

Solitamente però le perdite ossee si notano maggiormente in pazienti che hanno avuto impianti con perimplantite e rimossi in seguito.

Gli impianti corti che sono stati posizionati tramite una chirurgia guidata dinamica e la split crest però rimangono degli interventi di prima scelta in atrofie ossee avanzate.

Ma purtroppo esistono delle situazioni dentali ossee in cui nemmeno questi tipi di interventi sono sufficienti per recuperare il problema, ad esempio possiamo citare:

  • Insufficienza ossea per il posizionamento di impianti (nemmeno con la chirurgia guidata dinamica);
  • In zona estetica, un’atrofia verticale;
  • Cresta sottile non recuperabile nemmeno attraverso la tecnica split crest.

Quando capitano questi tre tipi di situazione, l’unica soluzione possibile è ricostruire l’osso e la gengiva.

Inoltre queste tecniche di rigenerazione ossea hanno avuto una grande evoluzione negli ultimi dieci anni.

Ad oggi, possiamo affermare che queste tecniche possono ricreare l’osso del dente in modo molto simile a quello originale del paziente.

Nonostante siano comunque delle tecniche complesse e dipendono molto dalla capacità del chirurgo.

Lamina corticale: la chirurgia dinamica

Una delle soluzioni che vanno a pari passo con la lamina corticale è la chirurgia dinamica. Un sistema preciso e impeccabile ad esempio per l’inserimento di impianti in situazioni gravi di perdita ossea.

Un metodo innovativo che consente di pianificare in modo preciso l’inserimento implantare.

  • Utilizzato per problematiche difficili;
  • Quando serve evitare un’incisione chirurgica;
  • Per pianificare l’inserimento dell’impianto in modo perfetto;
  • Per poter lavorare al meglio.

Inoltre riduce in modo drastico:

  • Traumi
  • Sanguinamento
  • Possibili errori

Si divide in 3 fasi:

Prima fase: Realizzazione in studio con un apparecchio 3D.
Seconda fase: Pianificazione Implantare
Una volta ultimata la pianificazione, si può procedere direttamente alla fase chirurgica.
Terza fase: Intervento chirurgico

Durante l’intervento il paziente indosserà lo stent radiologico usato per la una scansione accurata. Su di esso si inseriscono due detettori, uno di essi viene inserito sul motore che servirà per inserire gli impianti. Essi consentiranno di rilevare costantemente la fresa e la cresta ossea del paziente.

Lamina corticale: lo split crest

Ora parliamo della tecnica chirurgica per il recupero dell’osso mandibolare o mascellare che sia.

Cos’è?

Come già citato, lo split crest è una tecnica chirurgica utilizzata per aumentare l’osso mandibolare o mascellare perché troppo sottili per permettere l’inserimento degli impianti dentali. L’osso così assottigliato viene chiamato cresta ossea a lama.

Come viene fatta questa operazione?

Viene prima di tutto eseguita un’incisione sopra la gengiva del paziente, parallela all’andamento dei denti e attraverso un’apposita lama specifica (il piezoelettrico).
Il secondo passaggio è quello di separare l’osso crestale in due parti sottili.
Infine queste due parti verranno allargate creando uno spazio verticale per permettererà l’inserimento di sostituti ossei e/o di impianti dentali.

L’atrofia ossea

Il motivo principale per ricorrere a una lamina corticale è se c’è un’atrofia ossea. Essa è la perdita di osso dovuto ad un riassorbimento.

In odontoiatria è causata dalla perdita dei denti e dalla scomparsa dell’osso alveolare che ha la funzione di trattenere i denti nelle arcate. Quando si perdono i denti sussegue la scomparsa dell’osso alveolare e in fine l’atrofia ossea. Essa si può verificare sia per la mancanza di un solo dente fino ad arrivare a forme più gravi, quando il paziente diventa edentulo.

L’atrofia ossea si sviluppa solitamente durante la terza età, alcune cause sono le seguenti:
  • Carie non trattata;
  • Malattia parodontale;
  • Perdita di denti;
  • Una dieta errata. Molti pazienti di età avanzata preferiscono cibi morbidi e facilmente masticabili a cibi come frutta e verdura fresca;
  • Cancro orale e tumori della bocca. Solitamente diagnosticati intorno ai 60 anni di età;
  • Malattie croniche che comportano l’utilizzo di determinati tipi di farmaci. Questi seccano le fauci causando problemi come l’atrofia. Il flusso ridotto di saliva aumenta il rischio di malattie della cavità orale e compromettono la struttura ossea.

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Riassorbimento osseo alveolare

L’osso alveolare è l’osso della mascella che contiene e/o riveste gli alveoli dei denti.

Che tipo di osso è?

È sicuramente un osso sottile e compatto. Possiede inoltre diverse piccole perforazioni, attraverso le quali passano vasi sanguigni, nervi e vasi linfatici.
È molto importante mantenere questo osso sano per una corretta salute dentale e anche per garantire qualsiasi trattamento di riabilitazione orale.
La perdita dell’osso alveolare può avvenire o essere causata da diversi fattori e/o patologie. Le abbiamo elencate in seguito, andiamo a scoprile.

Riassorbimento osseo alveolare: cause

L’osso alveolare, è quell’osso che sostiene la nostra dentatura. A differenza delle altre ossa del nostro sistema scheletrico e dentale ha delle caratteristiche più rilevanti, ad esempio la sua capacità di trasformarsi o di cambiare.

La sua funzione è sicuramente essenziale, dato che il suo scopo principale è quello di mantenere i denti nell’osso della mascella.Inoltre esso risponde alle sollecitazioni esercitate sul dente.
Con la perdita di denti che si può sviluppare o derivare da cause naturali o accidentali, l’osso alveolare non svolge più questa funzione e inizia ad essere riassorbito o perso nel tempo.

 

Quali sono le cause principali che portano alla perdita di quest’osso?

  • Malattia parodontale o piorrea e gengivite;
  • Trauma occlusale;
  • Problemi con la mucosa orale;
  • Estrazione dentale;
  • Osteporosi;
  • Invecchiamento;
  • Malattie sistemiche.

 

Tutte queste cause possono contribuire e accelerare il riassorbimento dell’osso alveolare, con i possibili problemi che questo comporta per il paziente.

Per evitare che ciò accada, la soluzione più efficace è quella di sostituire i denti mancanti con degli impianti. Evitando quel vuoto che determina poi la caduta di altri denti e provoca l’atrofia ossea.

Riassorbimento osseo alveolare: la classifica dei difetti

È stata creata una lista divisa in classi, tenendo conto della gravità delle situazioni:

  • Classe 1: perdita di tessuto in direzione labiale-linguale (larghezza), senza perdita in direzione apico-coronale (altezza).
  • Classe 2: perdita di tessuto in direzione apico-coronale (altezza), senza perdita di tessuto in direzione labiale-linguale (larghezza).
  • Infine classe 3: Insieme delle due classi precedenti; ovvero la perdita di tessuto in direzione labbro-linguale e apico-coronale (altezza e larghezza).

A loro volta si dividono in:

  • Perdita lieve: meno di 3 mm di perdita ossea
  • Perdita moderata: compresa tra i 3 e i 6 mm di perdita ossea
  • Infine perdita grave: perdita ossea superiore a 6 mm

Il difetto presente nella terza classe, è il più difficile da trattare a causa della perdita di tessuto in altezza e larghezza.

Invece quello presente nella classe numero uno è il più facile da trattare.
Attualmente esistono diverse procedure che possono riportare il danno alla sua larghezza persa.

I difetti della seconda classe, dove c’è solo perdita di altezza, sono i meno comuni, poiché si verificano la maggior parte delle volte in combinazione con la perdita di tessuto in larghezza.

Come riavere il sorriso

Nel caso in cui il danno si sia dilagato in modo esagerato e abbia sviluppato appunto la caduta dei denti, ci sono due opzioni disponibili, sono le seguenti:

  • Rigenerazione ossea o innesto osseo: questa è sicuramente una procedura lunga e inoltre il risultato non è nemmeno garantito. Infatti dovrebbe essere l’ultima delle opzioni da prendere in considerazione. Richiede infatti un impegno e tempi più ampi.
  • impianto: la seconda soluzione che troviamo sul mercato è l’impianto.
    Sempre applicabile. Inoltre viene creato su misura per ogni paziente. Si inserisce con tempi molto più brevi rispetto all’opzione precedente. È l’opzione migliore che una persona possa scegliere in questi casi.

Come prevenire il riassorbimento osseo alveolare

Il trattamento più preciso e indicato per la prevenzione della perdita dell’osso alveolare o il suo riassorbimento è la riabilitazione immediata dopo la perdita o l’estrazione di un dente mediante l’inserimento di un impianto dentale.

Sicuramente ci sono altri trattamenti di riabilitazione orale oltre agli impianti.
Ad esempio possiamo citare protesi fisse e rimovibili o ponti.

Le protesi rimovibili, come quelle complete o scheletriche, non prevengono né fermano la perdita ossea alveolare.

Normalmente, l’osso alveolare è preservato da diversi meccanismi naturali di auto-guarigione e rinnovamento.
Tuttavia, dopo la perdita di un dente, l’osso inizia un processo di riassorbimento, perdendo spessore e altezza, con una media del 40-60% nei primi due anni circa, per poi proseguire nel tempo.

Il riassorbimento osseo può portare a cambiamenti funzionali, estetici e morfologici, motivo per cui è molto importante riabilitare uno spazio dopo la perdita dei denti.

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